Storie di luce

Siamo stati contattati da un arredatore per dare un parere illuminotecnico in un appartamento in fase avanzata di ristrutturazione nella quale, la parte di impiantistica elettrica di base era molto limitata.

Si doveva trovare la migliore soluzione, tecnico impiantistica ed economica, per illuminare la zona del tavolo in soggiorno.

Non era presente nessun punto luce a plafone.

Due le uniche e possibili soluzioni tecniche che abbiamo proposto:

1° soluzione posizionando una lampada da parete, con braccio abbastanza lungo, dotato di diffusore conico, che ha la particolarità di essere ancorato in parete quindi, mediante apposito meccanismo, poter essere orientato sull’asse orizzontale spostandolo e consentendo quindi di direzionare la luce sopra al tavolo (vedi foto 1). In questo caso si otterrà una illuminazione puntuale, attraverso una lampada con attacco E27 da 100W oppure da 27W ES.

 

 

 

soluzione invece, consiste nel posizionare un sistema di illuminazione, dotato di rosone con all’interno la parte elettrica di alimentazione, costituita da un trasformatore elettronico 240V/12 Vac che, attraverso un sistema di conduttori a bassa tensione, della lunghezza massima di 4 m, consente il posizionamento “ a cascata” delle varie sorgenti luminose.

In questo caso, i corpi illuminanti possono essere lampadine dicroiche, alogene a 12V da 20W 0 35W, Gy6, oppure anche fonti a Led, attraverso molteplici forme e soluzioni di pendenti.

La particolarità di questa soluzione consiste nel fatto che, la posa di questi conduttori viene fatta ancorando a soffitto i cavi mediante apposito sistema di aggancio e facendo “cadere” in modo apparentemente disordinato, i pendenti sul tavolo in modo tale da poterlo illuminare su tutta la sua superficie (vedi foto 2).

L’alimentazione elettrica a 240V in questo caso viene prelevata dalla parete confinante con il soggiorno, evitando quindi di vedere il cavo elettrico che alimenta il  rosone in parete.